Macedonia: quando si terranno le elezioni politiche?

Oggi (domenica 21 febbraio) il capo della delegazione dell’UE a Skopje, Aivo Orav, assieme all’ambasciatore americano Jess Bailey, comunicheranno le loro valutazioni a proposito della presenza delle condizioni democratiche indispensabili affinché si possano svolgere le elezioni politiche in Macedonia. I punti più controversi riguardano un accordo dei quattro principali partiti politici macedoni (VMRO-DPMNE, SDSM, BDI e PDSH) sulla regolamentazione dei media (che avrebbe dovuto concludersi ieri), e la revisione delle liste elettorali (da parte di una apposita commissione statale). Il parere dei diplomatici europei ed americani (posticipato di un giorno, a causa delle divisioni degli attori locali) non è vincolante e, di conseguenza, la responsabilità ultima ricade sui politici macedoni.

In seguito alla mediazione dell’UE e degli USA per porre termine alla crisi politica macedone, la scorsa estate si giunse all’Accordo di Przino, sottoscritto dai leader dei principali partiti. I passaggi centrali dell’Accordo prevedevano la partecipazione dell’SDSM (opposizione) al governo, le dimissioni anticipate del premier Nikola Gurevski e la formazione di un governo di transizione che avrebbe condotto ad elezioni il prossimo 24 aprile, oltre alla nomina di un Procuratore speciale che avrebbe dovuto indagare su presunti illeciti resi noti al pubblico dall’opposizione (tramite la divulgazione di registrazioni illegali che, secondo l’SDSM, sarebbero state compiute dal governo a scapito di migliaia di cittadini macedoni).

Il mediatore dell’UE, il belga Peter Vanhoutte, dopo una serie di colloqui con gli esponenti politici macedoni, nell’intento di giungere ad una soluzione condivisa, in particolare a proposito della riforma dei media (considerata imprescindibile affinché si possano svolgere delle elezioni democratiche), ha espresso, la notte scorsa, un certo scetticismo sul raggiungimento di un accordo. Vanhoutte ha pubblicato sul suo profilo Twitter una serie di commenti e immagini di gattini, giungendo ad affermare “mi arrendo: non si terranno le elezioni il 24 aprile”.

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Nikola Gruevski, ex premier e leader della VMRO-DPMNE, è fermo nel sostenere la necessità tenere le elezioni il prossimo 24 aprile. In una recente intervista, ha dichiarato che per il Paese “è necessaria la stabilità, e non crisi e conflitti”. Stamane, Ilija Dimovski, portavoce della VMRO-DPMNE, ha dichiarato che, a prescindere dalle valutazioni degli ambasciatori Orav e Bailey, le elezioni si terranno ad aprile.

Zoran Zaev, leader dell’opposizione, reputa invece sia necessario rimandare le elezioni perché non ci sarebbe il tempo necessario per creare le condizioni minime per elezioni libere e democratiche. Secondo Zaev: “Se non completiamo il controllo dei registri elettorali e se non si riforma il sistema dell’informazione e dei media, ci saranno sì delle elezioni, ma con nuovi brogli e senza una via d’uscita da questa crisi politica”.

L’odierna valutazione dei due ambasciatori, e la conseguente reazione dei due maggiori partiti politici macedoni, potrebbe segnare una svolta decisiva per la data delle elezioni (e per la stabilità del Paese balcanico).

La Macedonia, in attesa di una soluzione della crisi politica, sta affrontando da mesi un’altra crisi cruciale, quella dei migranti. Dato questo contesto, la stabilità interna del Paese acquisisce un’ulteriore rilevanza anche a livello europeo.

Christian Costamagna

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