Gruevski smentisce le teorie del complotto

Nikola Gruevski​, il primo ministro della Macedonia, smentisce le più fervide fantasie complottiste che imperversano sulla rete e non solo. In questa intervista condotta dopo la sua visita a Roma dal Papa, tra le varie cose, afferma che:

1) L’accesso alla UE e quello alla NATO costituiscono gli obiettivi del suo Paese.

2) Non concorda, in assenza di prove, sulle speculazioni secondo le quali gli alleati occidentali possano essere i responsabili occulti delle registrazioni telefoniche che accusano lui ed il suo partito.

3) Senza un accordo tra Mosca e Bruxelles, la Macedonia non ha intenzione di prendere parte al Turkish Stream.

Nonostante queste dichiarazioni ufficiali, riprese dal sito del governo di Skopje, è evidente che alcuni sono, e saranno, più realisti del re.

Christian Costamagna

Gruevski

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Mattarella spinge i Balcani verso la Ue. Che per ora dice no

Balcanews

Sergio Mattarella e il presidente del parlamento europeo Martin Schulz (foto Martin Schulz, http://bit.ly/R7HqWA) Sergio Mattarella e il presidente del parlamento europeo (foto Martin Schulz, http://bit.ly/R7HqWA)

Nei primi quattro mesi al Quirinale Sergio Mattarella è stato in visita ufficiale in dieci paesi esteri. Quattro di questi facevano parte della Jugoslavia. Colpisce l’attenzione del presidente per quella regione, così come l’ordine con cui si è presentato nelle capitali balcaniche. Circa un mese fa ha cominciato dalla Slovenia, primo stato che era governato da Tito a entrare nell’Unione europea. Il giorno dopo è andato in Croazia, che ha seguito la stessa strada ed è stata l’ultima new entry a Bruxelles.

La prossima in lista è la Serbia, in cui l’ex ministro è stato ieri prima di spostarsi in Montenegro, altro candidato all’integrazione. Da Lubiana e Zagabria erano arrivate in Italia soprattutto dichiarazioni di Mattarella sull’immigrazione: erano passati pochi giorni dall’ennesimo naufragio e si era in pieno dibattito sulla necessaria risposta europea. In questi giorni, invece, i…

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Mattarella a Belgrado

Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’Assemblea nazionale della Serbia, ha sostenuto il percorso verso le istituzioni europee di Belgrado, elogiandone gli sforzi compiuti negli ultimi anni. Non solo, il nostro Presidente ci ha esortati a mantenere “viva l’attenzione sugli equilibri…nella Regione Balcanica”, mettendo in risalto il fatto che la Serbia non abbia ceduto all’euroscetticismo ed al nazionalismo.  E’ evidente che il Presidente abbia voluto fare un accenno, neppure troppo velato, agli umori chiaramente critici nel confronti dell’UE così come si presenta oggi, che si vanno delineando in queste ore, dalla Spagna alla Polonia, passando per una possibile uscita della Grecia dall’euro.

mattarella

Per quanto la classe politica della Serbia abbia imboccato con vigore il processo di adesione all’UE, permangono dei nodi irrisolti. In primo luogo la genuinità della conversione ai valori dell’europeismo da parte di alcuni politici serbi, considerando la loro iniziale posizione di nazionalisti estremi durante le guerre degli anni ’90 in ex Jugoslavia, è perlomeno dubbia. In secondo luogo, l’entusiasmo dell’opinione pubblica serba verso l’ingresso nell’UE, dal 2003 al 2014 è crollato del 20%, assestandosi attorno al 50% della popolazione. In terzo luogo, il dialogo tra Belgrado e Pristina procede, certo, ma ancora non si intravede una soluzione stabile e definitiva (come risolvere la questione del Kosovo?). Infine, l’istituzionalizzazione di un sistema etno-consociativo in Bosnia ed Erzegovina ed in Macedonia, per quanto sia stato utile a porre fine ai conflitti, è del tutto disfunzionale per una reale prospettiva europea di questi Paesi.

Sebbene il Presidente Mattarella abbia, a ragione, sottolineato l’importante ruolo di stabilità della Serbia nei Balcani (a differenza di quanto avvenne negli anni ’90), resta un ulteriore nodo irrisolto, ossia quello dell’uso pubblico della memoria, fattore che è bene non sottovalutare. Dunque, il quadro che si profila, è quello di una Serbia con una classe politica ambigua, una opinione pubblica spaccata sull’adesione all’EU e sostanzialmente contraria alla NATO, che tentenna nella propria posizione tra l’UE, gli USA e la Russia.

L’assenza di una chiara prospettiva europea e lo stallo degli ultimi 20 anni circa, ha portato a classi politiche corrotte, con un rischio potenziale di destabilizzazioni di carattere nazionalista, in un contesto di acuta crisi socio-economica, come già avvenne nella Jugoslavia sul finire degli anni ’80. L’UE, a differenza di quanto fece nel 1991 e negli anni immediatamente successivi, dovrebbe mostrare maggiore coesione nei confronti dei vicini al di là dell’Adriatico.

Christian Costamagna

Jebo vas vas nacionalizam…

Gledam sta se desava u Kumanovu u Makedoniji.Ovo su samo rezultati Balkanske retardirane ideologije.Politicari se igraju rata,a civili ginu,kao i uvek.Sve pod parolom nacionalizama.Uceni smo da smo mi najbolji.a da sa druge strane granice zive neki ljudi kojima ne smemo da verujemo,neki ljudi drugaciji od nas.Mi smo najpametniji,najbolji i najlepsi,a svi ostali nas mrze i ne smemo uopste da sumnjamo u to vec moramo slepo da verujemo nasim politicarima.Bas istim tim politicarima koji su izazivali ratove,smanjivali plate i penzije,krali novac i pravili bankete od nasih poreza.Najgore od svega je sto istim tim politicarima ogromna masa neobrazovanih ljudi slepo veruje takodje koristeci parolu nacionalizma jer je njima taj nacionalizam izgovor za sopstveno neobrazovanje i glupost.Oni ne znaju istoriju svoj drzave niti ista o religiji u koju se kunu ali zato sebe predstavljaju kao nacionaliste,nataknu prase na razanj za slavu i to ti je to.

Gledao sam slike civila iz Kumanova ,sto…

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