Da Tito all’ovest, dall’ovest ai Balcani. La colonna sonora del mood sloveno

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STEFANO LUSA
Go west! Era l’imperativo della Slovenia. La più occidentale delle repubbliche della federazione jugoslava non aveva dubbi e aveva sin da subito puntato a occidente. Lì era proiettata la sua economia, lì le sue aziende tentavano di piazzare i loro prodotti e da lì veniva gran parte della musica che ascoltavano i suoi giovani.

Non erano mancati contrasti colossali con il resto della federazione. Alla fine degli anni Sessanta, mentre il paese era impegnato a costruire l’autostrada dell’“Unità e della fratellanza”, Lubiana sognava collegamenti autostradali con Trieste e Klangenfurt. Ne nacque uno scandalo colossale che rischiò di spazzare via la leadership slovena dell’epoca. Fu proprio in quel periodo che i politici locali capirono che era meglio impegnarsi per gestire le cose in casa propria, piuttosto che andare a ricoprire prestigiosi ma effimeri incarichi a livello federale.

L’Occidente arrivò in Slovenia sulle note del jazz e del rock…

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